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Itinerario tra i borghi del tufo: Farnese, Pitigliano, Sovana e Sorano

Dopo tanto tempo che rimandavo, finalmente la settimana scorsa sono riuscita a visitare la zona dei borghi del tufo, tra Lazio e Toscana!
Come base per i nostri giri abbiamo scelto il B&B Residenza Farnese a Farnese, un grazioso borgo medievale che sorge su uno sperone di tufo nel cuore della Tuscia viterbese.
In questo post vi parlo del mio breve itinerario in questa terra meravigliosa, perfetto per una gita fuori porta nel weekend!

 

Farnese

La prima tappa della nostra gita è stata proprio Farnese. 
Qui abbiamo fatto una piacevole passeggiata dopo aver lasciato le nostre cose al B&B, e devo dire che Farnese mi ha piacevolmente colpita! Non l’avevo mai presa in considerazione per una gita e invece secondo me vale la pena passare un po’ di tempo qui.
Il nome del borgo deriva da quello della famiglia Farnese, che a partire dal 1300 dominò sui territori di questa zona (pensate che già nel 1100 i membri della famiglia erano conosciuti come domicelli Tuscanienses, in quanto possedevano dei feudi nella diocesi di Tuscania).
All’interno del borgo ci sono tante cose da vedere, come lo scenografico Viadotto Ducale (fatto costruire dal Duca Mario Farnese, serviva per collegare il Palazzo Ducale alla “Selva”, un giardino all’italiana di cui oggi però non si conserva traccia) e il Palazzo Ducale o Rocca Farnese, antica residenza della nobile famiglia.

 
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Ciò che però mi ha letteralmente conquistata è l’intricato labirinto di viuzze del centro: strette, acciottolate, silenziose, qui sembra che il tempo si sia fermato.
In Italia abbiamo tanti borghi medievali con queste caratteristiche, è vero, ma quello che mi ha stupito di Farnese è l’autenticità del paese: non ci sono negozietti di souvenir né grandi attività commerciali costruite ad hoc per il turista.
Passeggiare per le stradine di Farnese significa incontrare il signore anziano che ti augura la buonasera, i bambini che giocano a pallone per strada, la signora che va a fare la spesa al negozio di alimentari locale… scene di semplice vita quotidiana a cui ormai in città è sempre più raro assistere!
Portone, finestre e case sono decorati con piante e fiori colorati, creando veri e propri scorci da cartolina (e sapete quanto io adori fotografare posticini del genere!).

 

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Farnese inoltre è un ottimo punto di partenza per visitare le bellezze della Tuscia (e non solo). 
Si potrebbe definire un vero e proprio crocevia: nel giro di 20-30 km è possibile raggiungere Tuscania, il Lago di Bolsena, l’antica città etrusca di Vulci con le sue famose terme, e i borghi toscani di Pitigliano, Sovana e Sorano.
A un’oretta di auto, invece, si trovano anche la fiabesca Civita di Bagnoregio, Capalbio e la Maremma toscana, Bomarzo, Viterbo… la scelta è praticamente infinita e non è difficile chiedersi perché a Farnese ci siano tanti stranieri che hanno deciso di acquistare una casetta qui!

Curiosità: grazie a Francesca del B&B Residenza Farnese abbiamo scoperto che negli anni ’70 Farnese è stata scelta come set cinematografico per girare alcune scene del Pinocchio di Luigi Comencini, con Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto, Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica. Non ne avevo idea ed è stata una bella sorpresa, specialmente per me che amo il cinema e visitare i luoghi dei film! 
 

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Pitigliano

Dopo l’ottima colazione al B&B Residenza Farnese (dio solo sa quanto ho mangiato!!) salutiamo Francesca e partiamo alla volta di Pitigliano, a soli 20 minuti in auto da Farnese.
Nonostante sia toscana non avevo mai visitato questa zona della mia regione prima d’ora, essendo abbastanza fuori mano rispetto alla mia città. Finalmente però grazie al soggiorno al B&B ne ho avuto occasione e ho passato una domenica meravigliosa!

La giornata era perfetta: il clima di maggio e il sole splendente ci hanno permesso di girare tra i grandi speroni tufacei su cui sorgono i borghi di Pitigliano, Sovana e Sorano, senza soffrire troppo il caldo e senza la calca di turisti che in genere popola questa zona. 

Pitigliano ti colpisce e ti lascia così, a bocca aperta, ancora prima di arrivare a destinazione!

Già dalla strada infatti, poco prima del paese, noterete l’inconfondibile sagoma del borgo che si staglia sullo sperone di tufo… è talmente bella da lasciare senza fiato! Al tramonto questo scorcio deve essere semplicemente magico, credo che varrebbe la pena tornare anche solo per assistere a questo spettacolo della natura.
 
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All’ingresso del borgo noterete subito gli archi dell’acquedotto mediceo e Palazzo Orsini, appartenuto una volta alla famiglia Aldobrandeschi e che adesso ospita il Museo diocesano d’arte sacra e il Museo archeologico della città.
Perdetevi poi nel centro storico di Pitigliano, fatto di angoli fioriti, vicoli e casette antiche, e scorci da fiaba. Gli instagramers che amano immortalare gattini, vespe vintage e porticine colorate qui troveranno pane per i loro denti (esatto, io sono proprio una di loro)! 

Una passeggiata nell’antico Ghetto ebraico, raggiungibile da Via Zuccarelli, è d’obbligo per comprendere meglio la storia di questo borgo.
Pitigliano infatti è conosciuta anche come “la piccola Gerusalemme” proprio per la presenza importante di una numerosa comunità di ebrei. Gli ebrei si insediarono a Pitigliano intorno al XVI secolo, dopo l’espulsione dallo Stato della Chiesa. Negli anni le dimensioni della comunità aumentarono sempre più, tanto che nel 1598 venne istituita una Sinagoga.
Nel XIX secolo la comunità inizia a dirigersi verso i grandi centri cittadini attirati da migliori condizioni di vita, ma è nel XX secolo, a causa delle leggi razziali e delle deportazioni, che si ha praticamente la fine della vita della comunità ebraica.

Oggi nel Ghetto è possibile ammirare i bagni rituali, la cantina (dove si produceva vino kasher), la macelleria, il forno (aperto una volta all’anno, veniva utilizzato solo per la cottura dei dolci e del pane azzimo durante il periodo pasquale!), la tintoria, la Sinagoga (ricostruita dal Comune di Pitigliano dopo la frana degli anni ’60) e un piccolo museo. L’ingresso costa 5 € e consiglio vivamente la visita del complesso, per capire qualcosa in più sulla cultura ebraica e sull’importanza storica di questa comunità per gli abitanti di Pitigliano.

 
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Sovana

A una manciata di chilometri da Pitigliano si trova Sovana, la seconda tappa della nostra gita tra i borghi del tufo.
Avevo sentito parlare molto bene di Sovana ed è addirittura inserito nella lista de “I borghi più belli d’Italia“, quindi ero convinta che l’avrei trovata affollatissima.
Invece sono rimasta (piacevolmente) sorpresa dal trovarla praticamente deserta! Nessun problema di parcheggio, libertà assoluta nel girare e nello scattare foto, ma soprattutto c’erano un silenzio e una pace quasi surreali… 

L’antico borgo etrusco di Sovana è piccolissimo e si visita in poco tempo.
I maggiori punti di interesse sono la Chiesa di Santa Maria Maggiore in Piazza del Pretorio, cuore del centro medievale, la Concattedrale di San Pietro situata a una delle estremità del paese (sedetevi all’ombra degli alberi del cortile per ammirare l’esterno del Duomo e godervi la serenità del posto!), e la Rocca Aldobrandesca all’altra estremità.
A incorniciare il tutto ci sono le casette degli abitanti del borgo, dalle facciate decorate con cura e attenzione.
 

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Sorano

Dulcis in fundo… arriviamo a Sorano!
Sorano è stata l’ultima tappa del nostro breve tour tra i borghi del tufo, ma per me è stata la più sorprendente.
Questo piccolo paese, risalente all’epoca etrusca, nei secoli è appartenuto a grandi famiglie nobili, come gli Aldobrandeschi, gli Orsini e infine i Medici. 

Il borgo è davvero particolare, le casette conservano ancora le fattezze medievali e hanno una caratteristica speciale: non solo si sviluppano in altezza, ma molte di esse sono state costruite scavando direttamente nel tufo
Non a caso Sorano è conosciuta anche come “la Matera della Toscana“, proprio perché per il suo impianto urbanistico ricorda un po’ i famosi Sassi di Matera.
 

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Purtroppo non ho dei veri termini di paragone perché non sono mai stata a Matera (sacrilegio, lo so!), però vi posso assicurare che Sorano è strepitosa.
Abbiamo passeggiato per tutto il borgo tra saliscendi, scalette infinite, terrazze e viuzze acciottolate, lasciandoci incantare dalla quiete del paese e dalla vita che qui scorre ancora lenta.
Con mia sorpresa ho scoperto, tra l’altro, che anche a Sorano era presente un Ghetto ebraico all’interno del borgo.
Fu istituito dai Medici nel XVII secolo, ma anche a causa dei fatti storici del XX secolo, la comunità ebraica nel tempo ha abbandonato completamente Sorano. 
Un tempo pare che vi sorgessero una Sinagoga e un Forno delle Azzime, ma oggi del quartiere ebraico è rimasta solo una strada, l’omonima Via del Ghetto.

Dopo tutto questo camminare c’è ancora un ultimo sforzo da fare!
Non vorrete mica perdervi Fortezza Orsini, nella parte alta della cittadina?! Costruita nel Medioevo a dominio del paese, oggi ospita il Museo del Medioevo e del Rinascimento.
La chicca di Sorano però per me è la terrazza su cui si trova la Torre dell’Orologio, situata sul Masso Leopoldino!
Da qui si ha una vista mozzafiato sul borgo e su tutta la vallata circostante, coronamento di una bellissima giornata alla scoperta di un pezzetto d’Italia davvero unico e speciale.
 

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Dove dormire in Tuscia

In questo weekend alla scoperta della Tuscia siamo stati ospiti della gentile Francesca nel suo B&B Residenza Farnese, un boutique b&b all’interno di un palazzo ristrutturato del 1600, nel cuore del centro di Farnese.
Il B&B è piccolo ed elegantissimo, una vera perla nascosta: la nostra camera, spaziosa e con una bella finestra con vista su uno degli storici vicoli della cittadina, era finemente arredata con letto a baldacchino e tutto ciò che ci poteva servire durante il nostro breve soggiorno (compresi TV, set da bagno, asciugamani e bottiglietta d’acqua!).
La vera chicca del B&B però secondo me è il piccolo terrazzo loggiato decorato con piante e fiori profumati!
Riuscite a immaginare la sensazione di pace che si prova la domenica mattina, facendo colazione direttamente in terrazza con una delle torte create da Francesca e il profumo del gelsomino che vi sveglia? 
La passione e l’orgoglio con cui Francesca ci ha parlato della sua attività, di Farnese e in generale del territorio della Tuscia, traspaiono in ogni dettaglio del B&B e in ogni gesto della proprietaria.
Noi ci siamo sentiti accolti e coccolati, e speriamo di riuscire a tornare presto a Farnese per visitare anche il resto della Tuscia viterbese!

 

INFORMAZIONI UTILI:

B&B Residenza Farnese

Via Giovan Battista Passeri 165
01010 Farnese (VT)

Tel.: +39 0761 458667

Email: info@residenzafarnese.net

 

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E VOI SIETE MAI STATI IN UNO DEI BORGHI DEL TUFO? QUAL E’ IL VOSTRO PREFERITO?
QUALI ALTRI BORGHI MI CONSIGLIATE DI VISITARE NELLA TUSCIA? FATEMI SAPERE IN UN COMMENTO!

 
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Itinerario tra i borghi del tufo: Farnese, Pitigliano, Sovana e Sorano

4 pensieri riguardo “Itinerario tra i borghi del tufo: Farnese, Pitigliano, Sovana e Sorano

  1. Pitigliano è veramente spettacolare…purtroppo non me lo sono goduto di giorno, quindi niente piccola Gerusalemme per me, ma in compenso ci sono arrivata di notte e giuro che è qualcosa che ti toglie il fiato dall’effetto che fa

    1. Ci credo!! Avrei voluto ammirare il tramonto come mi avevi suggerito te ma il sole cala tardissimo in questo periodo e dovevamo rientrare… avrò la scusa per tornare 😉

  2. Che spettacolo Diletta, sono paesini davvero da togliere il fiato.
    Io devo stare zitta, non abito lontanissima eppure non ci sono ancora mai stata. Sicuramente mi hai dato un’ottimo spunto per una gita domenicale!
    Un bacione

    1. Ciao Celeste,

      Mi fa piacere averti dato uno spunto! In effetti da dove abiti tu non sono lontanissimi, ti consiglio di andarci perché sono favolosi!!
      Super scenografici su quegli speroni di tufo 🙂

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