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Nostalgia e ricordi tra le spiagge di Villasimius: #unviaggiovintage

Sarà che dopo aver scritto il post sulla magia dei ricordi e della fotografia in viaggio mi è venuta voglia di ripescare alcune vecchie foto… sarà che ormai è estate e non faccio altro che pensare al mare e alle spiagge… o sarà che i miei hanno appena prenotato un weekend lungo in Sardegna (buon per loro!!), ma in questi giorni con la mente sono tornata all’estate passata a Villasimius!

Spulciando tra i miei millemila album di foto ho ritrovato alcuni ricordi della mia esperienza come animatrice turistica in un campeggio-villaggio del posto (sì, ho fatto anche questo lavoro!) e con la scusa del tag #unviaggiovintage creato da Monica di Alla ricerca di Shambala, a cui volevo partecipare da una vita, ho deciso di parlarvene un po’. 🙂 

 

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Porto Giunco, la spiaggia dei fenicotteri

 
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La torre di Porto Giunco

Sono stata in Sardegna nell’ormai “lontano” 2009, a luglio e agosto. Affascinata dagli aitanti animatori che popolavano la spiaggia dove andavo ogni anno, a 19 anni ho deciso di candidarmi e di partire anche io per questa nuova avventura, nonostante CHIUNQUE me lo sconsigliasse.
“Ti sfrutteranno al massimo”, dicevano… “ti pagheranno una miseria”, dicevano… e io no! imperterrita, volevo andare a tutti i costi. 
Che dire, col senno di poi non so se ripartirei 😀 però nel bene e nel male è stata un’esperienza che tuttora porto nel cuore, grazie ai bambini che ho conosciuto durante quell’estate ma soprattutto grazie alle risate dei colleghi, in particolar modo della mia fedele compagna di avventure Camilla.

“A quei tempi” ero una giovane disorganizzata e senza pensieri, perciò non mi ero informata in maniera seria su come raggiungere il campeggio in cui dovevo lavorare a Villasimius. Le disavventure, insomma, iniziano fin da subito.
Salgo su uno dei tanti traghetti per la Sardegna e una volta arrivata a Cagliari prendo il bus per Villasimius, ma ovviamente riesco subito a sbagliare fermata: invece che nel centro città scendo troppo presto, prima dell’inizio del paese! Non ho idea di dove mi trovi, chiamo il responsabile (che bello farsi conoscere subito così!) e cerco di spiegargli la situazione… e lui manda Camilla a prendermi in auto.
Aspetto, aspetto, aspetto… alla fine questa famosa Camilla mi chiama dicendo che si è persa pure lei guidando tra campi, pecore e mucche, che non ha idea di dove andare e -ciliegina sulla torta- la linea cade per sempre!
Okay, Camilla ormai è andata XD

 
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A quel punto non so veramente cosa fare, il capo animatore e gli altri colleghi non possono allontanarsi dal campeggio in quel momento e di bus che portano nel centro città non ce ne sono più fino al giorno dopo. Non so con quale coraggio (sappiate che sono una persona moooolto introversa) suono a una casa lungo la strada e chiedo indicazioni su come raggiungere il campeggio… il signore che risponde vede la mia disperazione, la mia enorme valigia, e si offre di accompagnarmi direttamente lui in auto!!!
Sorpresa e quasi stordita da tanta gentilezza (la moglie mi aveva pure invitata a cena!) lascio che mi accompagni, e finalmente raggiungo la mia destinazione. (N.B. di Camilla non avremo nessuna traccia fino a un’oretta dopo!! XD)
 

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L’inizio di questa avventura non è stato sicuramente dei migliori, e in generale quei due mesi passati a Villasimius sono stati stancanti fisicamente e moralmente. Sveglie all’alba, le prove degli spettacoli a mezzanotte, pause e privacy inesistenti… nonostante questo, se ripenso a quel periodo mi scappa sempre qualche sorriso!

Come dimenticare la gita in barca con alcuni ospiti del campeggio, che all’alba ci hanno portati ad ammirare la Madonna del Naufrago, una statua situata a 12 metri di profondità nel fondale a ridosso dell’Isola di Cavoli… un’immagine suggestiva ma anche un po’ inquietante che non scorderò mai.
 

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La statua della Madonna del Naufrago ©sardanews.it

Come dimenticare i pochi (pochissimi) momenti liberi, passati a godersi la spiaggia di Porto Giunco, piena di fenicotteri rosa, Campulongu, la spiaggia del nostro campeggio… la stupenda Spiaggia del Riso, o le gite in paese con le biciclette prestate dagli ospiti del villaggio.
Come dimenticare le figuracce fatte “recitando” in pessime rappresentazioni comiche sul palco, i balli di gruppo e la baby dance ogni santa sera, il dover lavorare anche quando ti è venuta l’otite e ti senti a pezzi, il dover sorridere ed essere carina e coccolosa anche quando ti manca casa come non mai.
Come dimenticare i bimbi del mio miniclub, che nonostante mi facessero impazzire alla fine mi regalavano sempre tanta gioia e tanto affetto!
Come dimenticare le risate con Camilla e Stefano, gioie e disperazione condivise alla stessa maniera, i conti alla rovescia per il rientro a casa. Per meglio “tirare avanti” (eravamo un po’ catastrofici, lo so!) a un certo punto abbiamo deciso di pensare solo a piccoli obiettivi… non al giorno in cui saremmo tornati a casa, ma alla prima piccola gioia disponibile: ogni giorno, quindi, facevamo il conto alla rovescia per la colazione, il pranzo a buffet, il gelato dopo pranzo, la cena e le paste di mezzanotte avanzate dal bar.
Sì lo so, mangiavamo come degli sfondati. 

 

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Quale sono io, a sinistra o al centro sul palco?! Lo so, sono irriconoscibile 😀

Nonostante ci lamentassimo di continuo, ogni volta che ripenso a quell’esperienza da animatrice non riesco a fare a meno di sorridere… e di ridere con gusto quando ripenso a certe scene davvero assurde, al limite del nonsense.
E alla fine un po’ di nostalgia inevitabilmente nasce… per la Sardegna, per le vecchie amicizie ormai perse, per quelle estati vissute in serenità e senza pensieri.

P.S. Il mio pensiero va a Camilla, Stefano e a tutti i bimbi per le risate, le lacrime e le confidenze… è solo grazie a voi se ancora oggi penso con un sorriso a quei momenti! Anche se ci siamo persi, vi porterò sempre nel cuore!

 

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Ogni tanto qualche gioia 🙂

Il tag #unviaggiovintage è stato ideato da Monica del blog Alla ricerca di Shambala diverso tempo fa, e mi è sembrata un’ottima scusa per tirare fuori dal cassetto dei ricordi alcune vecchie foto e pensieri impolverati che aspettavano solo di essere riscoperti…

Le regole per partecipare sono molto semplici:

  1. Potete scegliere voi se parlare di un solo viaggio e più d’uno, massima libertà sulla scelta del tema o del filo conduttore, basta che sia roba vecchia;
  2. L’importante è che ogni viaggio di cui parlate ci sia almeno una o più fotografie con voi dentro (così possiamo vedere come stavate combinati ai tempi, sta proprio lì il bello);
  3. Se siete blogger scrivete il post sul vostro blog e inserite il link tra i commenti al post di Monica, se non lo siete inviatele racconto e immagine a allaricercadishambala@gmail.com e Monica lo condividerà comunque sulla pagina Facebook del blog;
  4. In entrambi i casi, i partecipanti lasciano un commento in fondo al post di Monica (i blogger con il link al loro post) e concedono implicitamente a Alla ricerca di Shambala l’autorizzazione a condividerle sui profili social;
  5. Per i tempi c’è carta bianca, ricordando che il ferro va battuto finché è caldo (anche se io in realtà arrivo giusto un tantino di ritardo!!)

 

E VOI AVETE SIETE MAI PARTITI PER FARE GLI ANIMATORI IN UN VILLAGGIO? AVETE MAI VISSUTO UN’ESPERIENZA CHE SUL MOMENTO VI SEMBRAVA QUASI TRAGICA, PER POI RIPENSARCI CON NOSTALGIA NEGLI ANNI SUCCESSIVI?
SIETE MAI STATI A VILLASIMIUS E DINTORNI? 
FATEMI SAPERE NEI COMMENTI!

 

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#UnViaggioVintage tra le spiagge di Villasimius

2 pensieri riguardo “Nostalgia e ricordi tra le spiagge di Villasimius: #unviaggiovintage

  1. Conosco delle persone che hanno fatto animazione nei villaggi e l’unica cosa che mi viene da dire è che siete degli EROI! Io non riuscirei a sopportare per tutto il giorno e per tutti i giorni le richieste dei vacanzieri, a mostrarmi sempre sorridente, a non strozzare i bambini urlanti in piscina 😉
    Che ansia trovarsi in mezzo alla campagna senza sapere dove andare!
    Però come sempre la Sardegna è davvero bellissima 🙂

    1. Ahah con questa cosa che siamo degli eroi mi hai fatto troppo ridere :’) in effetti se ci ripenso non so veramente come ho fatto, anche perché nella “vita reale” in genere sono una persona che perde la pazienza abbastanza facilmente!!
      Che dire… ero giovane e incosciente 😀

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